19 giugno – 29 agosto 2010
Palazzo Mocenigo
Torna anche quest’anno a Palazzo Mocenigo, per la quinta volta dal 2006, la Fiber art, con la mostra “…E lucean le stelle. MINIARTEXTIL A VENEZIA” , aperta dal 19 giugno al 29 agosto 2010.
Tutte le opere d’arte esposte, per le quali sono state impiegate solo il filo, la fibra, il tessuto, con un’autonomia del tutto nuova, hanno come soggetto l’universo e le sue suggestioni e rappresentano il frutto di un’indagine in nuovi campi di ricerca che esplorano lo spazio tra la terra e il cielo, traggono ispirazione dal movimento dei pianeti o dai disegni delle costellazioni.
Molti dei lavori esposti offrono enfasi alla luce oppure presentano effetti cinetici, texture dinamiche, o ancora, “fughe” nello spazio e nel tempo. .
Per la precisione la mostra presenta nel portego al primo piano del museo 54 minitessili (opere in fiber art di piccolo formato 20×20×20 cm) di artisti di 40 Paesi e 6 installazioni – di cui 5 di grandi dimensioni degli artisti giapponesi Kyoko Tsujita,Takushi Aono, Shihoko Fukumoto, Makiko Wakisaka, Sumiko Tasaka e una scultura tessile dell’italiana Elisa Nicolaci – esposte tra l’androne al piano terra e il portego al primo piano.
Tra i minitessili più curiosi e accattivanti si segnalano: “Meditation”, di Hiroko Watanabe, per l’originale impiego delle luci led; A second Earth, dell’artista belga Annelies Slabbynck, che richiama organismi fantastici utilzzando raso cera e materiali sintetici e i lavori di due giovanissime artiste, Space In della ceca Dagmar Smetanova (classe 1986) – tutta l’essenza dello spazio in un globo di carta pressata – e The Hall, della turca Muge Durmaz (classe 1985), che racchiude all’interno di un piccolo melograno l’immensità dell’universo.
Le cinque grandi istallazioni sono il frutto del lavoro di altrettanti esponenti della fiber art giapponese, tra i più affermati interpreti di quest’arte a livello internazionale.
Dalla prestigiosa “Gallery Gallery” di Kyoto provengono le suggestive e misteriose installazioni di Takushi Aono e Kyoko Tsujita: la prima, Ferita-Cosmo, è un incredibile cascata di spilli in continuo movimento che riflette costantemente la luce con effetti cangianti, la seconda, Reflection, è un tappeto lunare realizzato con moduli di acciaio che si adatta alle superfici su cui è adagiato; Makiko Wakisaka propone Cell-Microcosmo, realizzata con le venature delle foglie, mentre Sumiko Tasaka e Shihoko Fukumoto (quest’ultima specializzata nella tecnica shibori) si cimentano in due arazzi, Beyond the last, in alluminio, argento e seta e l’imponente Koku (Il vuoto), che misura 500×210 cm.

